La testimonianza cristiana nell’era digitale: le Giornate teologiche 2026 a Padova dell’Alleanza Evangelica Italiana

ROMA (AEI) – Venerdì 11 e sabato 12 settembre presso l’IFED di Padova si è tenuta la 38ma edizione delle Giornate Teologiche sul tema “La testimonianza cristiana nell’era digitale”. La due giorni si è concentrata in particolare sulle nuove sfide che l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale (IA) sullo scenario globale ha apportato. La transizione storica nella quale richiede da parte della cultura evangelica uno sforzo di comprensione e di elaborazione di chiavi di lettura e di azione ispirate dalla visione cristiana del mondo.

Derek Schuurman, professore di Scienze informatiche della Calvin University, è stato l’oratore principale e ha invitato gli evangelici a inquadrare la transizione verso l’IA nella trama creazione-caduta-redenzione-nuova creazione. L’IA non è estranea alla sovranità di Dio e non nasce fuori dalle potenzialità presenti alla creazione. Come ogni altra cosa, anche l’IA è sottoposta agli effetti della caduta e da qui derivano le enormi sfide e i pericoli a cui l’umanità sembra essere sottoposta da un utilizzo inappropriato. Nonostante ciò, la redenzione di Gesù Cristo permette di “riconciliare” anche la tecnologia, apprezzandone i frutti ed esercitando responsabilità in vista della gloria di Dio e della nuova creazione completamente redenta.

Dal convegno sono emerse sfide pastorali e missionarie da elaborare per vivere al meglio questa transizione (Giuseppe Rizza); il problema delle nuove forme di idolatria e dipendenza sempre più sottili apportate dall’IA (Nazzareno Ulfo); la responsabilità di abitare il confine che divide l’intelligenza umana da quella cosiddetta artificiale (Stefano Recanatesi); gli interrogativi etici su autorità, trasparenza e dignità umana posti dall’IA (Alessandro Piccirillo).

I dialoghi con il prof. Alessandro Sperduti (Università di Padova) e Ilenya Gross (Chiesa Valdese) sono stati un’occasione per un confronto con altri attori in campo secolare e religioso nell’elaborazione di pensiero etico rispetto allo sviluppo, all’uso e alla gestione dell’IA e ai cambiamenti da essa apportati.

La meditazione biblica del prof. Pietro Bolognesi sul Salmo 111 ha messo in evidenza il ruolo cruciale del “timore del Signore” per collegare, discernere e validare anche l’apporto dell’IA. I vari interventi sono stati accompagnati dalla lettura di un importante documento finale a cura dell’IFED che a breve sarà messo a disposizione sul sito www.ifeditalia.org. La dichiarazione incornicia la questione respingendo ogni catastrofismo così come ogni facile entusiasmo. Anche le transizioni più radicali sono sotto la signoria del Dio vivente. Nonostante questo, vengono evidenziati i rischi di nuove tentazioni idolatriche, della riduzione dell’essere umano a somma di dati che ne riduce anche la concezione del peccato e dell’idea di salvezza nel progresso tecnologico. In questo quadro gli evangelici sono chiamati ad esprimere la loro vocazione regale, sacerdotale e profetica con solide fondamenta etiche radicate nella Scrittura che si declinano in ogni campo della vita cristiana.

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