Inizia da oggi una nuova gradita collaborazione con lo scrittore e giornalista Nicola Biagi, per parlare di Fiorentina ma anche di altro. Ringraziamo Luis Laserpe e Costantino Nicoletti, che rimangono comunque collaboratori della nostra testata. (Red.)

La Fiorentina perde in casa allo stadio Artemio Franchi di Firenze la seconda gara della stagione 2026/27, contro il Frosinone neo promosso. Due giornate e zero punti per la squadra di Fabio Grosso che, rispetto alla sconfitta di Roma ottenuta nella prima giornata di campionato, appare rivoluzionata nell’undici iniziale con l’inserimento di quasi tutti i nuovi acquisti, che tuttavia non riescono a sanare le lacune evidenziate nella sconfitta precedente.

Una squadra apparsa poco volitiva e confusionaria, poco ordinata sia nella fase difensiva che in quella offensiva, totalmente priva di riferimenti in ogni reparto, sopraffatta dalle proprie individualità, senza giocare da squadra. E’ un undici rinnovato, sì è vero, ma la totale mancanza di riferimenti fa venir meno la solidità complessiva della squadra che si scioglie presto come neve al sole. Il Frosinone, dal canto suo, sa attendere bene il momento giusto e con semplicità piazza tre gol all’attivo alle spalle di De Gea, ottenendo il minimo sforzo con la massima resa.

Peccato, perché le aspettative erano tante e la fiducia anche, la gara poi era simbolicamente importantissima, era la gara del centenario che vedeva nascere la Fiorentina proprio cento anni fa esatti, il 29 Agosto 1926, quando il marchese Ridolfi redasse l’atto costitutivo in una domenica d’Agosto. Purtroppo né le aspettative né i festeggiamenti, il sostegno e la coreografia bellissima realizzata dalla Curva Fiesole, sono servite a dare la spinta in più per far scattare quella scintilla che in campo avrebbe dato oppure fatto fare la differenza.

Troppi errori sia in fase difensiva, alla luce dei tre gol subiti, che in fase offensiva, specie nei due lampi viola dopo essere andati in svantaggio nel primo tempo. Due pali nel giro di due minuti, poi la Fiorentina è pian piano sparita dal gioco e dal campo, lasciando al Frosinone l’iniziativa che, con cinismo, ha saputo ben concretizzare. Tutto da rifare, tutto complicato, dopo un’altro avvio da brividi in una stagione che rievoca i brutti fantasmi della scorsa. Un inizio disastroso che rischia di far ripiombare nuovamente la Viola nella lotta salvezza e nella lotta se stessa, come nella passata stagione.

Il gruppo è nuovo, l’allenatore anche, va dato tempo per potersi amalgamare al meglio, però quello che spaventa è che non si sono visti dei punti fermi sui quali far perno e costruire per il futuro, il calcio è costruzione e dalle sconfitte si costruiscono le vittorie, ma se le sconfitte non cementano, allora è difficile realizzare una solida struttura di squadra. Il potenziale rispetto alla passata stagione è sicuramente di miglior qualità, però attualmente resta inespresso.

La fiducia c’è ed ovviamente resta, manca ancora qualche tassello per poter completare totalmente la squadra in ogni reparto. La dirigenza si sta muovendo per questo nelle ultime fasi di mercato, anche se il tempo stringe, ma serve ancora tanto lavoro e soprattutto serve poter iniziare a dare un gioco ed un’identità ad un gruppo che ha bisogno di ritrovare pienamente se stesso. Forza, dunque verso la prossima gara che sarà contro il Torino anch’esso reduce da due sconfitte e dove non sarà assolutamente facile poter fare risultato, ma servirà sicuramente un segnale di svolta per non ritrovarsi nuovamente a far conti con scenari che non vorremmo più vedere neanche nella pubblicità di qualsiasi film.

Nicola Biagi  

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