La Fiorentina batte il Venezia allo stadio Penzo in laguna per 2-4, sfatando un tabù durato 60 anni. La squadra Viola, affidata nuovamente a mister Vanoli, subentrato a Fabio Grosso, appare trasformata e compatta. Una Fiorentina che non si era mai vista così da inizio stagione e che lascia il posto a mille domande. Spesso però basta spostare un quadro e cambiare parete perché tutto si trasformi.
Un avvio di stagione da incubo, una squadra senza identità, che non era squadra. Appariva così la Fiorentina con la gestione di Grosso. Mister Vanoli è entrato a gamba tesa nel migliore dei modi, rimettendo a posto subito le carte in tavola e riportando l’ordine al posto del caos generato.
L’avvio di gara è frizzante per entrambe le squadre, Yeboah si vede negare il gol da De Gea e Mastantuono risponde vedendosi respingere un tiro a botta sicura, mentre Jimenez, ben imbucato, sbaglia di poco sul palo più lontano. È il Venezia però a passare per prino in vantaggio al 22′. Busio serve Adams sulla destra, l’attaccante lagunare s’invola verso la porta gigliata e scaglia un destro imprendibile per De Gea che altro non può se non guardare la palla finire in gol.
È una doccia gelata per la squadra viola che però, nonostante le difficoltà, la settimana travagliata trascorsa, si ritrova e non molla continuando ad attaccare. Il pareggio per la Fiorentina arriva dopo 7 minuti al 29′, con Mastantuono che dalla destra s’accentra e rientra sul sinistro, lasciando partire un rasoterra che batte il portiere veneziano Stankovic, finendo a fil di palo alla sua sinistra. Passa un minuto e la Fiorentina raddoppia: è sempre Mastantuono, suggerito altruisticamente da Beto, che prende palla al limite dell’ area e con un sinistro secco e preciso piazza la palla in buca d’angolo portando la Fiorentina in vantaggio.
Il Venezia accusa il colpo e la Fiorentina al 42′ potrebbe calare il tris: De Gea rinvia lungo su Njie che scatta verso la porta veneziana, tira a botta sicura ma Stankovic respinge d’istinto restando in piedi fino all’ ultimo, salvando il risultato fino al riposo.
Nella ripresa è sempre la Fiorentina a fare la gara e ad apparire più determinata degli avversari. La squadra di Vanoli sa attendere il momento giusto e al 66′ Pellegrino, subentrato a Beto, scatta su un lungo rinvio di De Gea, prende palla da centravanti puro e in uscita batte Stankovic sul palo più lontano. Il Venezia si rifà vivo al 76′ con Helgason, autore di un bel tiro dalla distanza che De Gea neutralizza in corner. La Viola però mostra i muscoli, Mastantuono e Fagioli restano sugli scudi, Fagioli è autore di una prova impeccabile anche se poi l’ MVP andrà a Mastantuono, che di buon grado avrebbe voluto cederglielo.
All’84’ la Fiorentina cala il poker e Mastantuono fa Hattrick. N’Dour lo serve mettendolo in movimento al limite dell’ area avversaria, l’attaccante argentino scatta bene e tira trovando ancora Stankovic pronto a negargli il gol, la palla però seppur respinta termina di nuovo su Mastantuono che la spinge in rete e chiude di fatto la gara. Il Venezia all’86’ dà ancora un segnale di vita, Haps suggerisce un cross per Hinault accorrente sulla destra, il giocatore francese non ci pensa due volte e al volo scocca un tiro potente sul quale De Gea non può opporsi, accorciando così le distanze.
Non c’è però più tempo per il Venezia e la gara vede la Fiorentina trionfare prendendo i suoi primi tre punti in campionato. Una vittoria importantissima, che la dice lunga sull’empasse iniziale vissuto da tutta la squadra e da tutta Firenze nell’ anno del centenario. Adesso però il peggio sembra passato, e mister Vanoli col massimo dell’entusiasmo avrà il compito di creare una nuova stagione diversa da quella vista finora e senza dove fare paragoni con la scorsa. Adesso la parete è meno vuota e il quadro appeso appare più vivo e non più una natura morta.
Nicola Biagi

