MARRADI (FI) – Il puro scultore e musico dei versi Dino Campana omaggiato a Marradi. Il poeta Campana, che conosceva «una musica dolce nel ricordo senza ricordarne una nota: partenza e ritorno», è stato ricordato il 30 agosto nella sua Marradi di origine, nel paese natio dell’Appennino Tosco-Romagnolo, alla seconda edizione del Marradi Art Festival. Il Maf ha scelto per questa edizione del 2026 la scrittura come filo conduttore, attraverso un programma che mette in dialogo la letteratura, teatro, musica e arti visive. Un progetto ha davvero trasformato Marradi in un luogo di incontro e produzione culturale, valorizzando al tempo stesso il paese e il territorio della Romagna Toscana. Forse addirittura migliorando le aspettative.

Fra le altre cose, per esempio, è stato presentato “La scintilla del genio”, di Rodolfo Ridolfi (Edizioni Il papavero); l’opera intreccia le vite e le opere dei geni Dino Campana e Giampaolo Pape Gurioli (compositore che fra le altre cose suonò sulle Apuane dei Fantiscritti di Carrara e con il grande batterista di Cesenatico Giulio Capiozzo, il poeta e il musicista marradesi, in un dialogo serrato, fatto di risonanze, silenzi e contrappunti, restituendo il ritratto di due figure che non hanno mai tradito la loro autentica voce. Un omaggio che nasce dalla musica delle parole e dalla poesia dei suoni, appunto. Come prevede lo spirito del Maf. Con street food, area bimbi, birreria, mostre e visite, che dalle 10 di domenica mattina sino allo spettacolo di piazza Scalelle, terminato alle 23, con ospite l’artista Pacifico e la consegna del premio Marradi per la cultura allo scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli, Marradi è stata per un’intera giornata capitale della cultura.

La manifestazione è stata aperta dalla note della Banda di Popolano, che ha sfilato e suonato per le vie del centro di confine fra boschi e regioni, fatto di tante viandanze, cammini, paesaggi e personalità. Durante il giorno è stato possibile partecipare al racconto di libri ed esperienze. Fra gli altri, l’affabulatore Maurizio Maggiani e il narratore d’eccezione Francesco Pacifico: il primo, per esempio, ha lungamente parlato di come è nato il suo lavoro di scrittore, arrivando a momenti anche più alti dove la memoria è tornata all’esperienza di Sandro Pertini e dell’oppressione del popolo palestinese; il secondo che ha portato in scena uno spettacolo teatrale e musicale dedicato a Ornella Vanoni.

Ma si è anche esibito, in piazza, il cantante Luca Dirisio. Come a teatro Stefano Massini e la coppia composta dalla cantante Erica Mou e Concita De Gregorio. Da sottolineare, ancora, la presenza dell’autore Emiliano Cribari, spesso ispirato dalla figura proprio dello stesso poeta Campana, dell’attore Riccardo Pallavicini che del poeta marradese ha decantato dei versi e del giornalista e poeta Domenico Guarino, di origini campane ma fiorentino di adozione.

Nunzio Festa

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